QUANDO LE PAROLE PESANO

Prendo in prestito il titolo dell`articolo pubblicato da Geapress (a quel che ho potuto vedere il anche l`unico articolo pubblicato su quel che e` successo ieri) per parlare dell`evento organizzato da Fermare Green Hill in via dei Mercanti, a Milano, ieri pomeriggio.
Eravamo piu` di cento persone, a formare la scritta ” GLI ANIMALI CONTINUANO A MORIRE – GREEN HILL DEVE CHIUDERE ADESSO”, a rappresentare le vittime, a simboleggiare il silenzio e l`indifferenza che circondano la vivezione.

Ogni anno in Italia un milione di animali vengono torturati nelle universita`, nei centri di ricerca, negli ospedali.
Indipendentemente dalla questione etica, resta il fatto che la ricerca su animali non ha fondamenti scientifici, e non porta mai a risultati certi. Come candidamente ammesso dagli stessi riceratori del Mario Negri, “La scelta dell`animale che viene fatta in uno studio di cancerogenesi e` ovviamente una scelta di praticita`. Sara` quasi necessariamente un roditore, anche se non e` detto che sia l`animale piu` adatto” (Salvini – Gualtieri, Modelli Sperimentali nella Ricerca Biomedica, La Goliardica Pavese).
E` una scelta di praticita`.
Induco il cancro in un ratto perche` e` piccolo, facile da maneggiare, costa poco.
Studio endocrinologia e neurologia sui gatti per lo stesso motivo (Chris de Rose, A Muso Duro, Edizioni Cosmopolis, e per chi ha fegato uno qualsiasi degli articoli pubblicati dai ricercatori della UCLA).
Testo gli psicofarmaci sui conigli perche` so che i risultati saranno positivi, quindi potro` commercializzare il mio nuovo farmaco. Poco importa se i test non hanno validita` dato che sono effettuati su patologie indotte (una delle regole fondamentali per ogni psichiatra e` he il disturbo e` da considerarsi di natura psichiatrica solo quando sia dimostrato che la patologia non deriva da danneggiamento – American Psychiatric Association) e, molto banalmente, dato che un coniglio non potra` mai parlarti delle sue supposte turbe psichiche (indotte danneggiandogli il cervello).
La ricerca sugli animali sopravvive perche` e` economica, e perche` permette di ottenere i risultati voluti ( il successo in una determinata ricerca, la commercializzazione di un dato farmaco – poco importa se poi ogni anno meta` delle sostanze immesse sul mercato vengono ritirate perche` causano gravi effetti collaterali sugli uomini che, si sa, poco hanno a che spartire con i topi).
La ricerca sugli animali e` altresi` intoccabile, perche` in gioco ci sono poteri economici e politici forti. Ci sono le farmaceutiche, ma anche lo stato (l`Istituto Superiore di Sanita` e il suo direttore Rodolfo Lorenzini), la Regione (che nel gennaio del 2011 ha acquistato il Nerviano Medical Science), la Chiesa (esperimenti vengono condotti all`interno dell`Universita` Cattolica del Sacro Cuore, l`Istituto Dermopatico dell’Immacolata, di proprieta` degli stessi Figli dell`Immacolata Concezione proprietari, fino al gennaio scorso, anche del Nerviano Medical Science).
Ma le parole sono pesanti. Le parole composte dalle lettere che abbiamo tenuto, immobili, in mano per ore. Le parole che uscivano dagli altoparlanti a ricordarci cosa significa essere un numero in un centro di ricerca, un oggetto nelle mani di mostri in camice bianco. Le parole che non ci stancheremo di ripetere e ripetere, finche` non riusciremo ad infrangere il muro di silenzio, a porre fine all`orrore.

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Una risposta a “QUANDO LE PAROLE PESANO

  1. Sono pienamente in sintonia con la lotta per la consegna della vile pratica della vivisezione alla ( triste ) storia della “ricerca” e vorrei che si cominciassero a utilizzare metodi alternativi di sperimentazione per porre fine a questa infinita sofferenza alle spese degli animali.
    VOCE A CHI NON NE HA.

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