ANIMALISMO COME BASE DEL PENSIERO (e dell’azione) ECOLOGISTA

Prima di tutto occorre una precisazione: animalismo non è amore irrazionale verso gli animali a scapito degli esseri umani.

Per essere chiari sarebbe meglio parlare di “antispecismo”, anche se questa parola ancora troppo spesso provoca occhi sbarrati e bocche aperte.

L’antispecismo sostiene molto semplicemente che tutti gli animali – umani e non umani – hanno lo stesso diritto alla vita, alla dignità e al rispetto delle proprie caratteristiche e delle proprie necessità etologiche.

Perché affermiamo che l’antispecismo è la base del pensiero ecologista?

Prima di tutto perché è l’esatto contrario dell’antropocentrismo, che vuole l’uomo superiore a tutti gli esseri viventi e, per questo, legittimato allo sfruttamento e alla predazione illimitata , ben oltre ogni ragionevolezza e connessione con la propria sopravvivenza, verso le altre specie e verso ogni altro sistema vivente. Questo è esattamente il pensiero che come verdi ecologisti rifiutiamo, perché causa della  catastrofe ambientale verso la quale l’umanità sta per condurre l’intero pianeta.

Se il pensiero ecologista è rivolto alla tutela dell’ambiente, non possiamo pensare e agire come se questo fosse una “scatola vuota”. L’ambiente, sia esso l’intero pianeta o uno stato o una città (Milano per esempio) è pieno di esseri viventi che sono legati da relazioni sistemiche. Pensare di tutelare l’ambiente come luogo in cui vivere, presuppone di tutelare tutti i suoi abitanti e, perché ciò sia possibile, occorre un cambio di prospettiva molto netto e radicale: quella che noi proponiamo in quanto realmente coerente alla tutela dell’ ambiente globale, ossia  la prospettiva antispecista, appunto. L’essere umano, allora, diventa un soggetto fra altri soggetti, un abitante fra “coinquilini”, rispettoso e responsabile, perché con maggiori possibilità di scelta.

L’antispecismo è quindi fondante il pensiero ecologista e, contemporaneamente, nella sua declinazione concreta deve essere lo sviluppo coerente della pratica dei verdi ecologisti.

Occorre dare seguito a scelte che vadano in questa direzione, che coltivino una cultura che a sua volta dia luogo a pratiche virtuose.

Per questi motivi noi vogliamo riproporre con convinzione per Milano, la città che il Sindaco Pisapia vuole come città dei diritti, le proposte che erano già contenute nel programma dei verdi:

  • Il potenziamento dell’Ufficio tutela animali e l’individuazione urgente di un Garante che si ponga come Responsabile, motivato e competente, delle questioni concernenti i diritti degli animali non umani. Per inciso: non occorre che sia un consulente esterno strapagato; può benissimo essere opportunamente selezionato tra i dipendenti comunali.
  • L’attuazione del regolamento comunale sui diritti degli animali (un esempio: una mozione articolata e fondata per l’abolizione dell’attendamento dei circhi con animali in città)
  • L’avvio di una campagna seria ed efficace di prevenzione del randagismo e del maltrattamento degli animali. Le guardie eco zoofile ricevono quotidianamente numerose segnalazioni che indicano come purtroppo questo fenomeno sia molto presente, ma anche che si sta diffondendo una sensibilità diversa, che va sostenuta e supportata.
  • Il rispetto effettivo delle scelte antispeciste delle persone, che per noi non sono neutre, ma portatrici di grandi valori etici e ambientali. Mi riferisco soprattutto alla scelta vegetariana e vegana. Chiediamo che nelle mense, scolastiche ma non solo, venga introdotto un menù vegetariano e vegano degno di questo nome.

Chiediamo dunque  che l’UDA diventi un punto di partenza per far crescere una cultura positiva del rapporto uomo-animale, rapporto che ha in sé un grande valore sociale ed educativo, che può veicolare importanti istanze di civiltà, di solidarietà e di empatia di cui questa città ha grande bisogno sotto molteplici punti di vista e che potrebbe avere fertili quanto inaspettate conseguenze in varie direzioni, per coltivare e far crescere i nuovi cittadini del mondo di domani.

Siamo contente di aver potuto portare alla vostra attenzione queste tematiche, che per noi sono di vitale importanza. Speriamo e proponiamo che si costruiscano insieme altri momenti e altre possibilità per confrontarci e discutere su questi temi, perché come spesso, o sempre, accade la conoscenza è ciò che davvero produce il cambiamento.

Monica Gargatagli – Cristina Polzonetti – Serena Silva – Gilberto Rossi

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