L’ECOLOGISMO ANTROPOCENTRICO, OVVERO ANCHE LE POLZONETTI SBAGLIANO

Giorni fa, dal partito con il quale ho collaborato durante le scorse elezioni amministrative, mi è arrivata una mail di gaudio e giubilo.
In verità un’ottima notizia, riguardante il servizio mensa nelle scuole milanesi.
La bella notizia la potete leggere qui.
Non mi aspettavo certo che la scelta di proporre menù vegetariani fosse dettata da motivazioni meramente o perlomeno preminentemente etiche (non mangiare chi ha avuto dei genitori, come direbbe uno dei miei scrittori preferiti), ma neanche mi aspettavo di leggere commenti entusiasti sul fatto che la dieta (biologica e pure in parte vegetariana) fosse stata preparata in collaborazione con l’Istituto dei Tumori di Milano.
Ora, va bene tutto. Ma collaborare con chi fa quotidianamente vivisezione mi sembra davvero troppo.
Dopo la svista degli amici degli animali che vogliono spedire i cani in pensione alla Harlan, ci mancava la dieta suggerita dai torturatori di topi.
Criticare una scelta simile però non va. Mettere in relazione il dottor Berrino, che all’Istituto ricopre uno dei massimi ruoli, con l’Istituto stesso? Siamo pazzi?
Ascoltate questa sua intervista (cliccate qui). Se siete degli esaltati estremisti come me qualche dubbio vi verrà.
Leggete il suo “Il Cibo dell’Uomo” e, se come me vedete le cose in modo sloganistico e non laico, se siete completamente privi di intelligenza politica e di logica, il dubbio diventerà certezza.
Non esistono mezze misure. Non ci sono i mezzi termini.
Per noi esaltati antispecisti animalisti non possono esserci bicchieri mezzi pieni (come mi ha invitato a considerare la cosa l’assistente del dott. Berrino, che ha sottolineato come, dato che TUTTI fanno ricerca sugli animali, che ci vogliamo fare? Ma il suo beniamino è persona degnissima, visto che invita a non mangiare i pesci aggressivi – parole sue).
Noi non possiamo collaborare con chi non si fa portavoce appieno di chi non ha voce.
Noi antispecisti animalisti abbiamo il grande difetto di pretendere che sia l’etica a farla da padrona.
In tutto.
Ma certi ecologisti antropocentrici questo non lo accettano. Per citare uno di loro: “Per fortuna che il medico si limita a dare un giudizio in termini di salute per l’organismo umano!
Il mestiere del medico é quello e lì si deve fermare! Gli aspetti etici sono di competenza del filosofo o del singolo cittadino, che una volta informato può fare liberamente le sue scelte.”
Il mestiere del medico è SOLO quello di occuparsi della salute UMANA. Tutto il resto è secondario.

Così la mia brevissima avventura politica si conclude.

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