MRS. PURINA E GLI ANIMALI DI MILANO

Se non fosse tragico sarebbe comico.
L’assessore al Benessere, alla Qualità della Vita, allo Sport e al tempo libero, la sig.ra Chiara Bisconti, è stata insignita anche della delega agli animali. Sarà lei a valutare come gestire, ed eventualmente a chi affidare, il ruolo di Garante rimasto da mesi scoperto.
Nulla da eccepire, non fosse per il fatto che la sig.ra Bisconti ha lavorato dal 1991 alla Nestlè. La stessa Nestlé dello scandalo del latte in polvere, accusata di una politica commerciale aggressiva e irresponsabile per quanto riguarda la promozione di latte per neonati nei paesi in via di sviluppo, soprattutto attraverso forniture gratuite a strutture ospedaliere. Secondo l’UNICEF, la sostituzione dell’allattamento materno con il latte in polvere, porterebbe nei paesi del Terzo Mondo alla morte di circa un milione e mezzo di bambini ogni anno, a causa di problematiche legate alla difficoltà di sterilizzazione dell’acqua e dei biberon utilizzati. Vi è evidenza che anche in paesi sviluppati l’utilizzo del latte in polvere per neonati comporta un aumento dei rischi di mortalità post-neonatale rispetto all’allattamento materno.
Per queste ragioni l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) adottò il 22 maggio del 1981, l’International Code of Marketing of Breast-milk Substitutes, un regolamento internazionale sulla promozione di surrogati del latte materno, linea guida non legalmente vincolante al quale la Nestlé aderì nel 1982.
I controlli eseguiti nel 1988 dalla International Baby Food Action Network riscontrarono però infrazioni da parte della Nestlé e di altre compagnie produttrici di latte per neonati e provocarono la ripresa del boicottaggio dell’azienda nato nel 1977 e successivamente interrotto con la sua adesione al Codice dell’OMS.
Diverse indagini hanno mostrano come la Nestlé ed altre compagnie produttrici di latte in polvere per neonati negli ultimi anni abbiano ripetutamente infranto, soprattutto in regioni sottosviluppate, il Codice internazionale dell’OMS al quale hanno ufficialmente aderito.
Tanto per dirne una.
La sig.ra Bisconti ha ricoperto, dal 1999, il ruolo di commercial controller per la Purina, produttrice di cibo per animali, leader nel mondo del petcare (forse il nostro sindaco si è lasciato influenzare da questa definizione?). La stessa Nestlé Purina che nel 2005 commercializzò tonnellate di cibo per animali contaminato nel Venezuela. I marchi incriminati includevano Dog Chow, Cat Chow, Puppy Chow, Fiel, Friskies, Gatsy, K-Nina, Nutriperro, Perrarina e Pajarina. Morirono oltre 500 fra cani, gatti, uccelli e animali da allevamento.
La stessa Nestlè Purina che esegue quotidianamente esperimenti tanto crudeli quanto inutili su animali, proprio per testare il cibo che poi viene dato ad altri animali.
Compresi gli “ospiti” del Parco Canile di Milano.
Lungi da me fare sterile polemica, ci mancherebbe.
Ma non sarebbe il caso di fermarsi un attimo, ragionare e valutare, prima di abbinare il concetto di “amore per gli animali” a tali figure?
Come già per la dieta “vegetariana” e l’Istituto dei Tumori.
O forse sfugge completamente ai nostri politici (e anche a tanti nostri concittadini) che “amore per gli animali” altro non è se non una frase vuota, se esula dal più ampio concetto di “rispetto per gli animali”. Chi collabora con i vivisettori, come può farsi voce di chi dei vivisettori è vittima? E le vittime dei vivisettori, non sono forse esse stesse animali, meritevoli dello stesso amore e rispetto degli altri?

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