CLOE E GLI ALTRI PRIGIONIERI DELLO ZOO DI NAPOLI

2118107206_5016a4f645Due giorni fa il comune di Napoli ha pubblicato un comunicato dai toni festosi, dichiarando finalmente chiusa la vertenza sul destino dello zoo di Napoli (e degli animali lì rinchiusi). E’ accaduto che l’ente proprietario del sito, la Mostra d’Oltremare, ha accettato di abbassare il canone di affitto dei terreni (che includono sia lo zoo che l’Edenpark, ovvero un lunapark adiacente allo zoo) a 400 mila euro, permettendo così l’acquisto dell’intero complesso da parte della B’Park and Leisure, che fa capo alla Mediapolis di Alredo Villa (quelli che volevano costruire un parco a tema in un’area naturalistica del Cavanese), a sua volta controllata dalla Brainspark plc, società elvetica con sede a Londra.

Negli scorsi giorni si erano susseguite notizie allarmanti circa la chiusura dello zoo, e la carenza di cibo a disposizione per gli animali. La precedente proprietaria del complesso, la Park & Leisure di Cesare Falchero, è fallita un anno e mezzo fa (è il secondo fallimento di enti gestori dello zoo nell’arco di pochi anni), dopo aver accumulato debiti nei confronti di Mostra d’Oltremare per 2.5 milioni di euro, e con Equitalia per la bella cifra di 8 milioni di euro per contributi previdenziali ed assistenziali mai versati. Da parte dei sindacati, dei partiti, delle testate giornalistiche, l’accento è posto sul destino dei 70 lavoratori, che avrebbero rischiato così il licenziamento. Solo in secundis si parla del destino degli animali, che lì dentro hanno vissuto per anni, ed in condizioni tali da aver spinto la Procura ad aprire un fascicolo per maltrattamenti, senza considerare il fatto che la struttura, vecchia, maltenuta e fatiscente, non ha mai ottenuto la licenza necessaria da parte del Ministero dell’Ambiente. Si tratta quindi di uno zoo illegale a tutti gli effetti.

Voci sulla mancanza di cibo, a dire il vero, si susseguono da mesi se non da anni. Mesi ed anni in cui, tanto per dirne una, gli animali sono stati fatti continuamente riprodurre (ultima in ordine di tempo la nascita di un asinello, mentre a giugno è nato un capretto bianco). Unica soluzione sarebbe stata quella di chiudere lo zoo, come chiesto da più parti, e ricoverare gli animali in strutture più idonee, non essendo purtroppo possibile un loro ritorno in natura, alla libertà.

Tentativi ne sono stati fatti negli anni, come nel novembre del 2012, quando il corpo forestale è intervenuto per portare via Cloe.

Cloe è stato acquistato da bambino da un camorrista, ed a questo poi sequestrato. Non essendoci ai tempi altre strutture idonee ad accoglierlo, è passato dalle mani della camorra a quelle del lager di via Kennedy, dove è rimasto per 15 anni. Poi, si è aperta per lui la possibilità di una vita leggermente migliore. Ma sono intervenuti i lavoratori, che hanno chiuso i cancelli ed inscenato una protesta, tanto da impedirne il prelievo e il salvataggio. Per amore nei confronti del povero Cloe, o piuttosto per egoistico attaccamento al proprio posto di lavoro? E così Cloe è rimasto nella sua lurida galera, ed i lavoratori hanno – grazie al loro ricatto e all’appoggio dei Verdi – mantenuto il loro lavoro ed il loro stipendio. Tanto loro, a fine giornata, se ne tornano a casa beati. Cloe invece rimane là, dietro le sbarre. Giorno dopo giorno.

Ed invece, in barba alle promesse (la promessa del fallito Falchero, che nel 2004, quando ha acquistato la struttura, aveva promesso di trasformarlo in un “bioparco”, la promessa di de Magistris, a quanto riportano Geapress ed ENPA,  di “garantire il diritto alla salute degli animali presso idonee strutture, puntando su una completa riconversione”), in barba al buonsenso, in barba ad un doveroso senso di giustizia e di empatia che dovrebbe rifuggire l’idea di detenere esseri senzienti in condizioni di prigionia e degrado, gli animali continuano ad essere prigionieri degli interessi dei lavoratori (loro carcerieri, è bene ricordarlo), e dei politici in cerca di consensi e di notorietà. Come il leader dei Verdi (sempre loro), Francesco Emilio Borrelli. Già nel novembre del 2011 invitava i napoletani ad andare allo zoo, sostenendo che gli animali lì stavano bene, e che ora festeggia la notizia insieme a Cipollaro di “Italia Animalista in Movimento”, spiegando che “ha prevalso il buonsenso”. Senza curarsi dell’ironia della cosa, hanno pure realizzato un evento, chiamandolo: “E domenica tutti allo zoo per festeggiare con i nostri amici”. Gli amici sarebbero gli animali rinchiusi da anni in quel lager, ovviamente, e in quel lager, stando a quanto pubblicato dall’amministrazione comunale, condannati per tanti e tanti altri anni a venire.

Invito a leggere questo articolo, e guardare il video. Era il 2009. Da allora nulla è cambiato, e tutto si ripete. Allora come ora, si salvano posti di lavoro (lavoro da carceriere, è sempre bene ricordarlo), e si condannano i prigionieri ad una vita indegna di essere vissuta. Tanto, si sa, gli animali non votano.

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Una risposta a “CLOE E GLI ALTRI PRIGIONIERI DELLO ZOO DI NAPOLI

  1. Romina Palmieri

    …tanto per il Presidente dei Verdi l’importante è che siano vivi! Lascio il link della foto postata su FB dal Presidente https://www.facebook.com/photo.php?fbid=536433133109022&set=a.105947399490933.12449.100002270194155&type=1&theater

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