IL CIRCO E L’ILLUSIONE DEL BENESSERE ANIMALE

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 Il 10 luglio si è tenuta a Roma, presso la sede dell’Agis, la prima “Giornata professionale del Circo”, durante la quale è stato presentato il “‘Regolamento per l’educazione e l’esibizione di animali nei circhi”, frutto di un anno di lavoro da parte di una commissione di esperti in benessere animale, al soldo dei circensi. La triste ironia della cosa è evidente. Lo è ancor di più se si va a vedere chi fossero questi esperti, come già evidenziato proprio un anno fa: membri di Federfauna, come i veterinari Maurizio Chiesa (veterinario di fiducia del Circo di Barcellona, del circo di Moira Orfei e di Flavio Togni), Michele Capasso (rinomato allevatore di rettili, veterinario referente, nel 2007, dello Zoo delle Star di Aprilia le cui agghiaccianti condizioni di detenzione degli animali, alcuni addirittura provenienti da sequestri e qui affidati dall`autorita` giudiziaria, sono documentate nel dossier LAV sugli zoo del 2009), sono esperti nel (mal)trattamento degli animali come i coniugi Bellucci, proprietari del Circo Embell Riva e del lager (anche questo ben descritto nel rapporto LAV) abruzzese Safari Park (sul cui sito fanno bella mostra di se i “leontigri”, freaks creati dall’accoppiamento di un leone con una tigre), già rinviati a giudizio nel 2010 per maltrattamento di animali durante una tourneé nel palermitano. O come Livio Togni di tanto illustri origini. O ancora come Gaetano Montico, membro del consiglio direttivo di Federfauna, presidente dell`Associazione Italiana Detentori di Animali in Cattività.

Il testo del regolamento è irreperibile. Inutile chiederlo, come ho fatto, direttamente all’Ente Nazionale Circhi o a chi ha collaborato alla sua stesura. Inutile cercarlo nel web o nei siti di settore.

Le uniche informazioni vengono da un articolo, rimbalzato su tutti media, pubblicato da AdnKronos.

Il regolamento, di tutte le specie presenti nei circhi, precisa le regole di gestione, alimentazione, trattamento medico, trasporto, ammaestramento. Contempla anche l’introduzione di un ‘patentino’ per tutto il personale che, a vari livelli, entra a contatto con gli animali (dimenticando che già attualmente la legge impone che i lavoratori dei circhi abbiano una preparazione specifica, e mi chiedo come possano averla i poveri lavoratori clandestini sfruttati e sottopagati che spesso ho incontrato nei circhi italiani, e che a volte sono saliti agli onori della cronaca, nei rari casi in cui i loro sfruttatori sono stati denunciati e condannati), oltre a controlli eseguiti da una commissione di esperti, ovviamente nominati dai circensi, e qui si ritorna alla triste ironia di cui questo fantomatico documento sembra essere intriso.

L’ironia diventa puro surrealismo quando la condizione degli animali prigionieri dei vari Togni, Bellucci, Orfei, viene paragonata a quella degli animali che vivono con noi, cani o gatti che siano:
”Lecito, ovviamente, che qualcuno professi visioni del mondo che prevedono il paradiso terreste in terra, un ritorno allo stato di natura (anche se – va detto – la natura non è benigna nei confronti degli animali) nel quale ogni essere debba vivere libero e senza vincoli di sorta. Ma allora – si legge nel documento – si dovrebbe avere la coerenza di vietare ogni forma di utilizzo e convivenza fra uomo e animale: non solo allevamenti, gare sportive ed esibizioni di animali (ippica e mostre di cani e gatti compresi), impiego di cani da parte delle forze dell’ordine e dell’esercito, ma anche assoluto divieto a detenere cani e gatti spesso costretti, non certo per scelta, a vivere in angusti appartamenti ai piani alti di palazzi e condomini delle nostre città, e quindi totalmente dipendenti dai loro padroni anche per espletare bisogni elementari connessi alla loro natura”.

O quando si arriva a parlare dei metodi utilizzati per addestrare gli animali a compiere “numeri” umilianti e totalmente innaturali: “Gli animali nei circhi vengono addestrati facendo leva sulle loro tendenze naturali al gioco. Un addestratore degno di tale nome, ovvero un bravo addestratore, mai farebbe uso della prepotenza, delle punizioni e della violenza”.

Varrebbe la pena ricordare le dichiarazioni di Liana Orfei: “La belva si avvicina allo sgabello fin quando, sempre inseguendo la carne, è costretta a salirvi sopra. La belva va giù? Il domatore le dà la frustatina” e sulle foche: “Le foche possono essere addestrate solo per fame e non si possono picchiare perché la loro pelle, essendo bagnata, è delicatissima”. O le ormai tantissime immagini che attivisti di tutto il mondo hanno filmato e reso pubbliche, svelando senza ombra di dubbio la verità sul cosiddetto “metodo dolce” di cui gli addestratori continuano a blaterare.

Per chi nel circo (con animali) lavora e sfrutta (si legge ancora nel documento) “gli spettacoli con animali insegnano il rispetto verso la natura e il profondo legame fra gli esseri viventi”, e garantiscono agli animali selvatici “ambienti di salvaguardia e, allo stesso tempo, di familiarità con l’uomo”. Come se la sopravvivenza non fosse stata (e sia tutt’ora) messa in pericolo anche dalle tante catture effettuate per alimentare il mercato degli schiavi di circhi, zoo e collezioni private. Come se il rispetto per la natura e il legame tra esseri viventi siano da basarsi sulla sopraffazione, sulla violenza e sulla prigionia.

Ma si sa, quello dei circo è un mondo di illusioni, le cui sfavillanti luci sono studiate ad arte per mantenere nel buio dell’ignoranza lo sfruttamento, le percosse, la miseria di vite prive di senso di individui privati di tutto: dalla libertà alla dignità.

Una nota di merito va al capo del Corpo Forestale dello Stato, Cesare Patrone, che ha inviato una smentita all’ENC riguardo alla presunta approvazione del regolamento da parte di un suo funzionario, chiarendo senza mezzi termini che i controlli vengono e verranno effettuati basandosi esclusivamente sul regolamento CITES e sulle leggi vigenti, e che il regolamento stilato dai circensi (di cui persino i forestali ignorano il contenuto) non ha alcuna valenza.

Intanto anche in Belgio il governo ha approvato un disegno di legge per la dismissione di animali selvatici, legge che verrà votata presto in Parlamento. L’iniziativa è conseguente ad una indagine fatta dal Consiglio sul Benessere Animale, che ha evidenziato come i circhi, per loro stessa natura, siano carenti dal punto di vista del benessere degli animali che detengono: mancanza di spazi adeguati, temperature non idonee (basti pensare ai viaggi in camion o alla permanenza dei grandi felini nei container-gabbia).

Questo mentre qui, finito il clamore per le tragiche morti della scorsa estate, ai circhi non pensa più nessuno. Che non fan più notizia. Nessuno tranne i circensi, che di recente hanno portato a casa un’altra vittoria, con la vergognosa sentenza del TAR del Piemonte contro il regolamento del comune di Alessandria, in cui si legge:
“L’amministrazione comunale è incorsa nella violazione dei principi e della generale ratio della legge n. 337 del 1968 perché, nell’inasprire gli aspetti di tutela delle specie animali (pur oggetto delle disposizioni di cui alla legge n. 150 del 1992), ha finito per obliare le contrapposte esigenze di consolidamento e sviluppo del settore circense, in relazione alla sua funzione sociale riconosciuta dallo Stato”.

In altre parole: chi se ne frega del benessere animale, quando dall’altra parte stiam parlando delle tasche di Mr. Togni & C.

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