CIRCO MEDRANO, UN CASO TRA TANTI / 1

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Montaggio dello chapitaux a Tel Aviv, 1998      (fonte dreamstime.com)

Il circo Medrano, della famiglia Casartelli, ha storia lunga. Di tradizione e di accuse e condanne per maltrattamento. Eppure, non ostante questo, continua imperterrito a “lavorare”, in Italia ed altrove.

Nel 1998 approda in Israele per l’ennesima tourneé (la prima fu nel 1952).
Ad attenderlo gli attivisti e le attiviste di Anonymous For Animal Rights.

Tralasciando le mie considerazioni su quel paese, la sua storia, e il senso di fare “animalismo” all’interno di una realtà che condanna un intero popolo, quello palestinese, ad un inferno senza fine, la storia è di per sé esplicativa di quel che è il circo con animali.

Ecco il resoconto di quel che accadde:

CIRCO MEDRANO?
NO, GRAZIE.
Animali in catene senza acqua e cibo.
Il più squallido spettacolo del mondo contestato in Israele.

Ferragosto a Carmiel, una città nel nord di Israele: alcuni giovani attivisti dell’associazione Anonymous for Animal Rights manifestano di fronte al Circo Medrano invitando la gente a non en­trare.
Iniziative come questa sono state frequenti in Israele negli ultimi mesi: dovunque attendasse, il Circo trovava manifestanti animalisti ad at­tenderlo.

La lotta di Anonymous contro il Medrano è di lunga data.
Il Circo ha visitato il nostro Pae­se nel 1995 e abbiamo orga­nizzato costantemente mani­festazioni di protesta, con il ri­sultato di ottenere il bando dei circhi con animali esotici. Questo bando è rimasto in vi­gore per due anni, ma nel marzo del 1998 il circo Me­drano era nuovamente qui. E i nostri attivisti di nuovo in strada a manifestare.

Abbiamo ricevuto molto aiu­to dall’estero. I britannici di Animals Defenders, che re­centemente hanno presenta­to i risultati di investigazioni sui gravi maltrattamenti di animali compiuti nei circhi in­glesi, ci hanno inviato alcuni video ed informazioni. La LAV ci ha fornito notizie specifi­che su problemi passati in cui è incorso il Medrano per maltrattamento di animali, importazione illegale e proble­mi di sicurezza. (ad esempio nel 1992 – nda)
All’arrivo del circo Medrano i nostri attivisti hanno sommer­so di petizioni il Ministero dell’Ambiente, mandando in tilt i fax del Ministero. Oggi il compito dei manifestanti è molto più semplice: la mag­gior parte della gente non prende nemmeno in conside­razione l’idea di assistere ad uno spettacolo in cui come
tutti ormai sanno, gli animali sono derisi. Anche l’attenzio­ne della stampa su questo te­ma è stata forte, mentre il Mi­nistro israeliano dell’Agricol­tura, responsabile per l’attua­zione della legge per la pre­venzione della crudeltà sugli animali, ha annunciato che questo Circo maltrattava gli animali. Un rappresentante del Ministero è apparso in te­levisione, dichiarando che il modo in cui venivano tenuti gli animali era assolutamente crudele e contro la legge. Una scoperta non nuova: il circo Medrano teneva gli elefanti legati con anelli metallici fis­sati al suolo, senza poter fare neppure un passo. Leoni e ti­gri erano segregati in anguste gabbie metalliche appena più lunghe del loro corpo. Sia i leoni che gli elefanti mostra­vano evidenti segni di stress. I cani erano chiusi singolar­mente in piccole gabbie, al­l’interno di un container sen­za sufficiente ventilazione. I cavalli erano legati al loro po­sto con una corda, per tutto il giorno.
La polizia ha avviato un’inda­gine, mentre il Ministero del­l’Ambiente ha annunciato che avrebbe espulso il Circo dal Paese. Il tribunale ha ordinato un mandato per la confisca degli animali, ma alla fine gli animali non sono stati confi­scati e il Circo non è stato espulso: non c’era un posto dove collocare gli animali e così il Medrano ha promesso di conformarsi ad alcuni stan­dard minimi per tenere gli animali, promettendo di ri­partire dopo poche settima­ne. Il messaggio al pubblico e ai prossimi circhi che vorranno venire nel nostro Paese è sta­to comunque molto chiaro. Il Governo, si è impegnato a rin­novare e rafforzare il bando dei circhi che utilizzato animali, mentre il Ministro Refael Eitan ha dichiarato alla stam­pa che non avrebbe assistito allo spettacolo perché maltrattava gli animali ed ha an­che invitato le organizzazioni animaliste a manifestare davanti al Circo, costretto persi­no a ridurre il costo del bi­glietto d’ingresso per attrarre un po’ di spettatori.
Il circo Medrano ha ormai la­sciato Israele. Per gli animali significa un altro lungo viag­gio per mare, ma speriamo che non saranno mai più co­stretti a tornare qui: né loro, né altri animali sfruttati per fa­re spettacolo. Ora Anonymus for Animal Ri­ghts sta lavorando per realiz­zare quanto è stato promesso: una legislazione che metta fuori legge i circhi con animali, definitivamente.

Qui un articolo de Il Corriere in proposito.

In realtà nulla è cambiato, per gli animali prigionieri dei Casartelli.
Il circo ha continuato a fare le sue tourneé, ed è tornato in Israele come se nulla fosse. Anche pochi mesi fa.

In tutti i circhi, come in qualsiasi caso in cui gli animali sono utilizzati (laboratori, allevamenti, macelli), le poche leggi a parziale tutela degli animali stesso sono disattese, i controlli quasi inesistenti, i sequestri raramento portano a qualcosa. Le sanzioni ridicole quando applicate.

Ogni tanto una proposta di legge per la loro abolizione approda in Parlamento, e puntualmente viene sepolta in qualche cassetto. In fondo, si tratta solo di animali, e le famiglie dei circhi godono di appoggi importanti, dal Vaticano a Federfauna a onorevoli di ogni tendenza politica.

Nulla cambierà finché non saremo noi a far cambiare le cose.
Finché non riusciremo a rivoluzionare il concetto stesso che è alla base della banalità con cui viene detto “son solo animali”.
Per questo è importante continuare a scendere in strada, contro il circo, contro ogni sfruttamento.
Domenica 6 gennaio a Firenze, ad esempio.

 

 

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Una risposta a “CIRCO MEDRANO, UN CASO TRA TANTI / 1

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