STORIA A LIETO FINE

gabbia-aperta

Anche se di rado, a volte anche nel mondo dei circhi con animali ci sono storie a lieto fine.

Anche se l’amaro in bocca rimane sempre.

Parliamo del circo di Aldo Martini (lo stesso di cui ho parlato qui, a proposito dell’operazione Golden Circus sul traffico di immigrati irregolari).

Nel 2012, pochi mesi dopo la fuga della giraffa Alexander ad Imola e la sua tragica morte, il circo (che allora esibiva le insegne di “Circo Pantera Rosa”) attenda a Monza. Viene effettuato un controllo da parte della polizia provinciale e delle guardie zoofile dell’ENPA. Come quasi mai accade, gli ufficiali intervenuti notano le condizioni disperate in cui versano gli animali. Ed Aldo Martini, insieme al suo socio Radojca Mirkovich, vengono denunciati per maltrattamento animale.
Alcuni animali vengono sequestrati: un leone, una tigre, un caimano (lo stesso che veniva, e viene da quel che so tutt’ora, usato ad ogni spettacolo per lo sketch della finta fuga: l’animale viene lasciato uscire dalla pista, inscenandone la fuga tra le sedute degli spettatori urlanti, e poi immancabilmente riacciuffato per la coda), un alligatore, un coccodrillo del Nilo, un avvoltoio dalla testa gialla, due istrici, una poiana di Harris. In mancanza di una sistemazione alternativa, come troppo spesso accade, gli animali vengono lasciati al circo (Aldo Martini spudoratamente afferma, in un’intervista rilasciata nel marzo del 2013: “Siamo in regola, non temiamo alcun controllo. Anche la vicenda del recente sequestro di animali, a Monza, si è risolta bene e il giudice, constatato il loro stato di salute buono, ce li ha fatti riconsegnare […] Noi rappresentiamo un’importante famiglia circense e questo è il lavoro che ci tramandiamo da una vita. Siamo i primi ad aver cura degli animali. Gli animalisti protestano, ma non potranno mai affermare che i nostri animali vengono maltrattati”).

A dicembre, l’avvoltoio muore per grave denutrizione. Il referto recita: “deceduto a seguito di grave inadeguatezza delle condizioni di detenzione, ritenute fonti di inutili sofferenze e volutamente afflittive”.

Il tempo passa, il processo contro i due accusati va avanti, gli animali continuano ad essere prigionieri, nelle medesime condizioni di sempre.

Queste fotografie sono state scattate nel novembre di quell’anno, proprio al circo Pantera Rosa:

Questo è il circo tanto difeso da Giovanardi che, dopo la morte di Alexander e la decisione del sindaco di Imola di allontanare Martini e il suo tendone, dichiarò: “Voglio esprimere la mia affettuosa vicinanza ai lavoratori del circo e alle loro famiglie, circa cento persone che rischiano di finire sul lastrico, vittime di un fondamentalismo ideologico che antepone gli animali agli uomini e che molto probabilmente è anche la causa dell’inspiegabile “liberazione” della giraffa” (ribadendo l’accusa verso presunti animalisti che avrebbero aperto la gabbia di Alexander, causandone la fuga e la conseguente morte, mossa subito da Aldo Martini).
Questo è il circo a cui la chiesa cattolica, attraverso il suo organo Fondazione Migrantes, ha sempre dato incondizionata solidarietà (rasenta il ridicolo, che chi dovrebbe cristianamente occuparsi di migranti difenda chi quei migranti ha continuato a sfruttarli per anni, come dimostrano le indagini condotte nel 2008 e poi di nuovo quest’anno).

Questo è il circo che, nei ripetuti controlli fatti durante il 2013, è sempre risultato, agli occhi dei funzionari ASL e della polizia, perfettamente in regola (unica eccezione la multa impostagli a Pesaro dalle guardie zoofile OIPA).

Nel frattempo, gli istrici e la poiana passano, al seguito del loro padrone, Mircovich, al circo Nando Orfei. Il leone, la tigre, i tre rettili invece restano al circo Martini.

Nella primavera del 2014, finalmente, il leone e la tigre vengono liberati dal cassone del camion dove hanno passato anni, e trasferiti al CRAS del Semproniano. Qui, finalmente, possono vivere una vita dignitosa.

Ed è di pochi giorni fa, esattamente il 21 dicembre, la bella notizia: gli istrici e la poiana sono stati definitivamente sequestrati, portati via dal circo Nando Orfei, e presi in cura dal CRAS Il Pettirosso, nel modenese. Anche per loro, dopo tanto patire, potrà iniziare una nuova vita.

L’amaro resta. Resta per il caimano, per il coccodrillo, per l’alligatore.
La loro esistenza sarà ancora un incubo senza fine.
E resta per tutti gli altri. Quelli che ho visto, circo dopo circo. Le cui condizioni non sono mai migliori di quelle degli animali sequestrati a questo.

 

Leggi anche sulla vicenda:
http://goo.gl/UNJY7b
http://goo.gl/kbfT7G

 

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