CIRCO MEDRANO – UN CASO TRA TANTI / 2

Amedeo Gerardi, che collaborò con il circo Medrano durante il secondo dopoguerra.

Amedeo Gerardi, che collaborò con il circo Medrano durante il secondo dopoguerra.

In una recente intervista al TG regionale toscano, fatta per promuovere la loro tourneé che in questi giorni tocca Firenze (dove il 6 gennaio si terrà un presidio antispecista proprio per condannare, ancora una volta, lo sfruttamento degli animali nei circhi), Brian Casartelli, pacioso e sorridente, afferma, a ragione, che la sua famiglia è una delle più antiche. Lavorano nel circo da ben 150 anni, sette generazioni. Ed afferma altresì che hanno tanti, tantissimi animali, e che tutti stanno benissimo.

E’ vero che quella dei Casartelli è una delle dinastie circensi più longeve. Iniziano a lavorare nel circo a metà dell’Ottocento, con Giuseppe Casartelli.
Dagli anni ’30 la tradizione viene portata avanti da Rosina Casartelli, vedova di uno dei nipoti di Giuseppe. Se gli inizi sono difficili, nel 1941 il suo circo ha raggiunto fama e prestigio. Collabora con i Togni (ai quali i Casartelli negli anni si legheranno con più di un matrimonio) e beneficia della protezione del regime fascista.
Nel dopoguerra la guida dell’azienda di famiglia passa nelle mani del figlio di Rosina, Leonida. E gli affari continuano ad andare a gonfie vele. Ai cavalli si aggiungono un elefante ed un gruppo di leoni addestrati da Amedeo Gerardi, allora una vera e propria star.
Andatevi a vedere le fotografie del periodo. Non bisogna essere un esperto etologo per notare quanto quei leoni fossero trattati bene (e anche il fatto che Gerardi sia stato da loro più volte aggredito la dice lunga in proposito). Qui trovate il video di una sua esibizione, se avete voglia di deprimervi.

Animali felici al Medrano nei primi anni Settanta

Animali felici al Medrano nei primi anni Settanta

Nei primi anni Settanta è il primo circo ad introdurre elefanti africani, giraffe, un rinoceronte, un orango, e persino una coppia di gorilla. Sicuramente tutti molto felici di passare la vita in gabbia, al seguito del “Circo più famoso nel mondo”.
Nel 1978 Leonida muore e viene sostituito da uno dei suoi nipoti, Ugo de Rocchi. Nell’inverno del 1980, a Roma, esibiscono anche uno spettacolo di lotta con uno squalo.
Squalo felice, ovviamente.

Negli anni Novanta inizia l’espansione della famiglia Casartelli – De Rocchi anche nel campo degli zoo e dei parchi tematici. A questo si dedica Ugo de Rocchi a tempo pieno, e a sostituirlo sotto lo chapitaux sono i tre figli di Leonida: Heros, Davio e Elio. Anche loro sicuramente, se la domanda gli fosse stata posta, avrebbero sempre risposto che i loro animali stanno benissimo. Lo si dovrebbe chiedere infatti non a loro, ma agli animali stessi. Come alla tigre e al leone africano che proprio Davio Casartelli costringe ad un numero insieme, che potete vedere qui.

Il circo si esibisce in Italia, ma anche all’estero. Ho già parlato di quanto accaduto in Israele nel 1998.
Nell’estate di quest’anno i guai li hanno avuti invece in Polonia. A quanto pare, hanno tentato di sbarazzarsi di due vecchi cavalli, cedendoli ad un intermediario che li avrebbe inviati al macello. Un’associazione animalista locale è venuta a sapere della cosa, e la notizia è rimbalzata in televisione (qui dal minuto 20, e qui l’appello dell’organizzazione).
Ed intanto è entrato nel vivo il processo contro Albertino Casartelli, accusato di maltrattamento animale dopo una perquisizione a sorpresa effettuata a Padova nel 2013. Tra le cose trovate, tigri e leoni rinchiusi in piccole gabbie, senza alcun riparo, né dagli sguardi umani né dalle intemperie (detto per inciso, di tutti i circhi che ho visitato, non ne ho trovato uno che non tenesse i felini nelle stesse identiche condizioni).

Stanno tanto bene anche gli animali detenuti dal Gruppo Sant’Eleonora srl, ovvero la consociata De Rocchi – Casartelli a cui appartengono lo zoosafari di Fasano, Fasanolandia, zoosafari Ravenna, Fiabilandia, e l’Acquapark Egnazia.

A proposito, vi state chiedendo che fine hanno fatto i due gorilla acquistati dai Casartelli decenni fa? Ne sopravvive uno. E continua a lavorare per loro. Leggete qui.

 

 

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