NESSUNA SPERANZA PER WILLIAM

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Così è stato chiamato dai media e dalle poche persone che hanno seguito la sua storia e fatto – invano – il tifo per lui.

Lui è il maschio di capra fuggito il 29 gennaio dal Research Park della Iowa University durante un trasferimento. Per dieci giorni si è fatto beffe di chi cercava di ricatturarlo. Per dieci giorni ha potuto godere della libertà. Libertà dalle gabbie dello stabulario, libertà dalla paura e dal dolore.

Ma purtroppo la sua non è stata e non sarà una storia a lieto fine.
William è stato catturato pochi giorni fa. E ricondotto al suo destino.
Invano PETA ha chiesto che venisse destinato ad un santuario.
Invano la fondatrice del New Life Animal Sanctuary ha scritto e chiesto che William venisse a lei affidato, offrendosi di pagare per il suo trasporto e per il suo futuro mantenimento.

William era e sarà utilizzato all’interno di un protocollo di ricerca finanziato dal National Institute of Health con una cifra complessiva di 914.555 USD.
Finalità del protocollo è studiare trattamenti atti a contrastare gli effetti degenerativi dell’osteoartrite post traumatica (PTOA) che affliggono, ad esempio, militari ed atleti.
Studio nel quale l’università, ed in particolare il professor Douglas Ray Pedersen vantano lunga storia ed esperienza.
In rete si trovano vari articoli in proposito.
Possiamo così venire a sapere che modelli animali preferiti sono i roditori (per il basso costo e la facile reperibilità), i cani (che però, per il loro ruolo nell’immaginario collettivo di “migliori amici dell’uomo” possono causare a ricercatori ed istituti non pochi problemi di immagine), e grandi animali come capre, pecore, maiali.
Veniamo anche a sapere che il trauma, nel modello sperimentale a cui appartiene William (“goat survival model of acute cartilage injury in vivo”), viene molto spesso causato utilizzando uno strumento di precisione come quello che potete vedere cliccando qui.

William è solo uno dei 1659 animali utilizzati dall’Università dello Iowa nel solo 2015.
L’unico ad oggi, dicono, che sia riuscito a fuggire.
Dicono anche che verranno implementate le procedure e la preparazione del personale affinché simili fughe non si verifichino mai più.

Affinché mai più nessun animale possa sfuggire al suo destino.

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