NON UN PASSO AVANTI

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E’ notizia recente che la Marshall ce l’ha fatta. Il governo inglese, passando sopra il volere di migliaia di persone che si erano espresse contrariamente e che per anni avevano manifestato il proprio dissenso (solo lo scorso 15 agosto centinaia di persone hanno marciato per far sentire il proprio dissenso contro la decisione del governo britannico di permettere l’ampliamento dell’allevamento di proprietà di B&K Universal – Marshall Bioresources), ha dato il nulla osta per la costruzione di una nuova Green Hill.

Laddove ora esistono gli stabulari ed i laboratori della B&K di Grimson, Yorshire, verranno costruiti altri capannoni. Al cui interno verranno allevati beagle da laboratorio. Esattamente come a Green Hill.

B&K, di proprietà della Marshall Bioresources, gestisce un allevamento nei pressi di Hull. Qui vengono già allevati cani, furetti e piccoli roditori. Qui venivano condotti i cani di Green Hill non adatti alla vendita, per essere usati come “produttori” di siero e sangue per l’industria farmaceutica.
Qui la Marshall ora potrà fare quel che a Montichiari non è riuscito: ampliare l’allevamento fino ad arrivare alla capacità di 2000 animali. Il permesso era stato negato per ben due volte dalle autorità locali.

Come già troppe volte in passato, è intervenuto il governo centrale a sostegno degli interessi economici degli sfruttatori. A nulla sono valse le almeno 200.000 firme raccolte in pochi giorni da Animal Justice Project.

Esattamente come a Green Hill, i cani, dalla nascita fino al momenti di essere spediti a morire nei laboratori, non vedranno mai la luce del sole, ne sentiranno il vento sul pelo.

Esattamente come a Green Hill, le fattrici verranno prosciugate a forza di parti e gravidanze. I riproduttori ammassati in stretti recinti. I cuccioli costretti a trattamenti aberranti per plasmarne la mente, e renderli docili strumenti nelle mani di coloro che ne compreranno il corpo e la vita.

E mentre qui della campagna che ha portato a chiudere quell’allevamento in cima alla collina sempre meno si ricordano, confondendo fatti e attori, dimenticando quel che c’è stato dietro, ed oltre, parlando di liberazione animale mentre firmano l’assegno per l’acquisto del loro cane (quei cento euro che – nell’improbabile evenienza che la Marshall vinca in Cassazione – verranno dati a coloro che stanno riaprendo Green Hill in Inghilterra; altrimenti verranno incamerati dallo stato italiano, ovvero a chi finanzia la vivisezione, da fondi agli allevatori, protegge circensi e cacciatori), ecco che Green Hill risorge dalle sue ceneri. Come un incubo che non se ne vuole andare.

Siamo prigionieri di un gigantesco meccanismo che garantisce sempre e comunque l’intoccabilita’ di tutto il sistema di sfruttamento e dominio animale (di tutti gli animali, bipedi implumi inclusi).

Non stiamo vincendo.
Non stiamo cambiando un bel niente.
Checché ne dicano i veganottimisti che si gasano per la maionese veg della Nestlé.

 

 

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3 risposte a “NON UN PASSO AVANTI

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