MONSANTO, IL MOSTRO A STELLE E STRISCIE

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Abby Martin è una giornalista statunitense indipendente. In collaborazione con il network Telesur, è autrice e presentatrice del programma settimanale “The Empire Files“, una serie di reportage sulla nascita ed espansione dell’egemonia statunitense e della sua influenza sul pianeta. Nella puntata intitolata “Monsanto, America’s Monster“, traccia un ritratto senza veli del gigante della chimica e dell’agribusiness. Altro che “feeding the world“. Ricordiamoci che Monsanto era una delle multinazionali presenti ad Expo. Il che dovrebbe giustificare, da solo, l’opposizione a quella altro non è stata se non la vetrina di un modello economico basato sullo sfruttamento e sulla distruzione del pianeta.

Definire la Monsanto un mostro non è una iperbole.

A cominciare dal suo pesante coinvolgimento (ed ottenimento di ingenti profitti) nelle varie guerre, dalla Seconda Guerra Mondiale (Monsanto ha collaborato alla costruzione dell’atomica) a quella del Vietnam (suo l’Agente Orange).

Continuando con il DDT, uno dei composti chimici più devastanti per l’ambiente, causa certa di tumori e teratogenesi.

D’altra parte, la capacità della Monsanto di nascondere i propri crimini attraverso un sapiente uso della propaganda è innegabile. Ed il governo statunitense in questo è sempre stato un prezioso alleato. Basti pensare a come per più di 40 anni Monsanto sia stato il massimo produttore di PCB, altro prodotto altamente tossico, e come, non ostante le condanne sul suo operato, la sua immagine ufficiale ne sia uscita impeccabile.

I tentacoli del mostro infatti si estendono fino alla Casa Bianca.

Mitt Romney, candidato repubblicano alla presidenza nel 2012, era un uomo della Monsanto, incaricato di  migliorarne l’immagine lordata dagli scandali relativi alla pericolosità dei suoi prodotti chimici e ai danni ambientali prodotti dai suoi stabilimenti. Sua l’idea di puntare sul settore agricolo e sulla produzione di sementi geneticamente modificate. Da Bush fino ad Obama, la Casa Bianca ha da sempre sostenuto gli interessi della Monsanto, modificando a suo favore leggi e regolamenti, promuovendone l’immagine di azienda “green” impegnata nel favorire lo sviluppo dell’agricoltura e impegnata nel risolvere il problema della fame nel mondo.

Oggi Monsanto detiene il monopolio sull’agricoltura mondale, producendo l’80% del mais e il 93% della soia.

Il suo prodotto di punta, il Roundup, contiene il famigerato glifosato, dichiarato cancerogeno dall’OMS. Il Roundup è il diserbante più usato nella storia dell’umanità. Il suo veleno, ormai, è ovunque. Secondo dati del U.S. Geological Survey solo nel 2010 sono state utilizzate più di 280 mila tonnellate di Roundup, solo negli Stati Uniti.

Non ostante il crescente dissenso, che è sfociato nella recente giornata del 23 maggio, quando decine di migliaia di persone sono scese in piazza contemporaneamente in più di 40 nazioni, sembra sempre più difficile riuscire a fermare il gigante americano. Soprattutto se si arriverà davvero alla ventilata fusione con Bayer.

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2 risposte a “MONSANTO, IL MOSTRO A STELLE E STRISCIE

  1. Scusa l’invadenza …la giornata mondiale contro monsanto è stata il 21 maggio 2016 e a proposito di DDT abbiamo da poco iniziato una campagna che puoi trovare qui > https://campagnaddt.noblogs.org/
    La nostra realtà di cui fanno parte diversi collettivi (c’è tutto nel blog) non è stata la sola a mobilitarsi. Ad esempio: è da un paio d’anni che “Resistenze al Nanomondo” pubblica “L’Urlo della Terra” ed è impegnata a diffondere materiale informativo oltre a pubblicare sul sito (http://www.resistenzealnanomondo.org/) ed a organizzare proteste contro tutte le nocività. Insomma non sei/siamo sol e sarebbe ora di unire le nostre forze per contrastare il dominio di monsanto e delle altre multinazionali che stanno letteralmente distruggendo il pianeta.
    Inoltre dall’1 al 3 luglio ci troveremo a parlare proprio di questi temi al 12° incontro per la liberazione animale e della Terra (http://www.incontroliberazioneanimale.net/).
    A presto spero.
    Ciao!

    • Ciao Umberto,
      Questo articolo è la mera traduzione di un pezzo apparso su Telesur (vedi link), nel quale è scritto che la giornata mondiale è stata il 23. Ho quindi riportato il dato sic et simpliciter. Come sai, so benissimo dell’esistenza della campagna di cui parli. Sinceramente, però, non mi interessa partecipare. Così come non mi interessa partecipare all’incontro. Già dato, già provato. Arrivata a questo punto del mio percorso, posso concedermi il lusso di essere intransigente ed elitaria.
      Con affetto e stima sinceri.

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