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Shechitah

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E’ notizia recente che il Belgio si appresta a vietare su tutto il territorio nazionale la macellazione kosher ed halal, dietro richiesta di associazioni animaliste, in nome del “benessere animale”.

Dura la reazione della comunità ebraica. Il presidente del Congresso Ebraico Europeo ha definito la decisione come il più duro attacco alla religione ebraica dai tempi dell’occupazione nazista. Più pacati i toni dei portavoce della comunità musulmana, che hanno invece sottolineato come essi “accordano una grande importanza al benessere animale”. Né più né meno di quanto sostengono tutti gli allevatori, i trasportatori, i macellatori dei paesi “sviluppati” e “civilizzati”, dove la macellazione senza stordimento è – almeno sulla carta – vietata.

Sia la legge islamica che i precetti ebraici prescrivono una serie di regole da seguire per rendere la carne commestibile ai fedeli di queste religioni. Le caratteristiche del procedimento di uccisione dell’animale sono riassunte nel termine Halal (lecito), per i musulmani, e Kosher per gli ebrei, e non accettano lo stordimento preventivo.

L’animale, infatti, deve essere cosciente al momento dell’uccisione, girato su sé stesso con un mezzo obbligatorio di contenimento meccanico, e viene operata la recisione di trachea ed esofago, ma senza spezzare la colonna vertebrale, perché durante la procedura la testa dell’animale non si deve staccare.

All’interno della Comunità Europea (ma la stessa cosa vale anche per gli Stati Uniti) esistono norme relative alla “protezione degli animali durante l’abbattimento”. Nello specifico, si tratta della norma 1099/2009EU, la quale prevede lo stordimento dell’animale prima della sua uccisione, ma prevede anche deroghe, ad esempio nei casi di “eventi culturali, laddove la conformità alle prescrizioni relative al benessere altererebbe la natura stessa dell’evento in questione” (Il testo del regolamento continua poi: “Le tradizioni culturali si riferiscono inoltre ad un modo di pensare, ad un modo di agire o a un comportamento ereditato, stabilito o consuetudinario che include di fatto qualcosa che è stato trasmesso o acquisito da un predecessore. Esse contribuiscono al mantenimento di vincoli sociali duraturi tra le generazioni. A condizione che tali attività non incidano sul mercato dei prodotti di origine animale e non siano determinate da finalità produttive, è opportuno escudere dal campo di applicazione del presente regolamento l’abbattimento di animali effettuato nel quadro di tali eventi”). Anche per quanto riguarda le macellazioni rituali la norma comunitaria prevede che sia “importante mantenere la deroga allo stordimento degli animali prima della macellazione” nel pieno rispetto della libertà di religione “come stabilito dall’articolo 10 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea”.

Stordimento, quindi, previsto in modo da salvaguardare il benessere degli animali prima della loro uccisione. Ma fa parte ineludibile del metodo kosher, così come di quello halal, almeno sulla carta, trattare l’animale con gentilezza e garbo, evitandogli stress e sofferenza. Secondo Temple Grandin, la famosa etologa autrice di “Animals in Translation”, esperta nella progettazione di sistemi di contenimento per animali da reddito, i metodi kosher e halal, se correttamente applicati, sono tra i meno dolorosi per gli animali che vengono uccisi.

L’applicazione pratica è poi certo altra cosa, ma abbiamo visto più volte come anche i metodi “umanitari” di uccisione previsti dalle normative siano puntualmente disattesi. Non esistono “macelli degli orrori”. Esistono i macelli. Quel che è stato filmato all’interno del macello Italcarni di Ghedi non è un’eccezione. Quel che Pachirat descrive nel suo libro “Every Twelve Seconds” non è altro che la descrizione di quel che accade in ogni mattatoio industriale.

Forse che, allora, dietro alla richiesta di vietare la macellazione halal o kosher si cela un qual certo fastidio per le differenze religiose ed etniche, per gli stranieri, per gli immigrati.

Non è certo un caso se tra i più strenui oppositori alla macellazione rituale qui in Italia siano politici della Lega Nord o animalisti politicamente schierati a destra (dalla Brambilla agli Animalisti Italiani).

Ma anche ammettendo che certe volte almeno l’opposizione alla macellazione senza stordimento abbia origine da una sincera intenzione di ridurre la sofferenza animale, spesso entrano in gioco altri fattori, legati al sistema economico e sociale in cui siamo rinchiusi.

All’inizio del 2017 il ministro per l’agricoltura del governo olandese, il labor Martijn van Dam, è riuscito a far approvare un decreto che vietava l’esportazione di carne proveniente da macellazione rituale. Questo al fine di “minimizzare” gli effetti che tale pratica ha sul benessere animale. La produzione di carne kosher e halal avrebbe dovuto essere riservata al solo mercato interno. Oltre a questo, i macelli kosher e halal dovrebbero essere sottoposti a registrazione e a stretti controlli da parte delle autorità.

Dopo il bando proposto nel 2011 dal Partito Animalista e approvato dal parlamento, il governo olandese aveva concluso un accordo con i rappresentanti delle comunità musulmane ed ebraiche, in base al quale la macellazione rituale avrebbe continuato ad essere praticata, ma prevedendo lo stordimento dell’animale qualora fosse rimasto cosciente dopo quaranta secondi dalla iugulazione.

Concluso l’accordo, il senato aveva rigettato la proposta di bando, e la macellazione rituale era stata mantenuta in tutto il paese.

Allora, il presidente della Conferenza Europea dei Rabbini, Pinchas Goldschmidt, aveva affermato: “Ci auguriamo che questo voto [del senato] possa essere un messaggio di tolleranza e libertà diretto agli altri paesi europei che stanno contemplando misure e regolamenti restrittivi per la libertà religiosa”.

E così, cercando comunque di salvaguardare la libertà di culto, il ministro olandese ha ben pensato di vietare, almeno, l’esportazione. Questo avrebbe, di fatto, nelle intenzioni del legislatore, diminuito il numero di animali uccisi senza stordimento.

Una lettera del legale dell’unico mattatoio kosher, lo Slagerji Marcus, in cui si sottolina come il 40% della produzione sia si fatto destinata all’esportazione e come, quindi, tale norma avrebbe causato una drastica diminuzione dei profitti, fino alla probabile bancarotta, è bastata per far sì che un portavoce del ministero dell’economia corresse ai ripari. In una mail datata 25 luglio infatti afferma che “dietro specifiche richieste, verranno valutate le circostanze e quindi l’applicazione della nuova legge.

Una legge che non avrebbe toccato la libertà religiosa, certo. Ma qualcosa di forse ancor più importante e sentito. La libertà del sig. Koole, il padrone del macello in questione, di portare avanti i suoi affari.

Fonti:
http://www.lav.it/cosa-facciamo/allevamenti-e-alimentazione/la-macellazione-rituale
http://animalstudiesrepository.org/cgi/viewcontent.cgi?article=1020&context=acwp_faafp
http://www.linkiesta.it/it/article/2011/10/18/la-lega-nord-contro-la-macellazione-halal-e-kosher/2142/
http://www.animalisti.it/press-room/comunicati-stampa/clamoroso-blitz-degli-animalisti-italiani-in-catene-contro-la-macellazione-rituale.html
http://www.eunews.it/2017/05/08/il-belgio-vieta-la-macellazione-kosher-e-halal-insorgono-le-comunita-ebrea-e-musulmana/84874
http://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/netherlands-may-exempt-kosher-slaughterhouse-from-export-ban/
http://www.independent.co.uk/news/world/europe/netherlands-bans-export-of-kosher-and-halal-meat-to-minimise-negative-effects-on-animal-welfare-a6881406.html
http://www.jta.org/2016/02/17/news-opinion/world/holland-to-ban-export-oversee-production-of-kosher-and-halal-meat
http://presidenza.governo.it/USRI/ufficio_studi/normativa/Regolamento%20macellazione%20rituale%20settembre%202009.pdf
http://www.jta.org/2017/07/27/news-opinion/world/netherlands-may-exempt-kosher-slaughterhouse-from-export-ban
http://www.jta.org/2017/07/17/news-opinion/world/netherlands-only-kosher-slaughterhouse-says-it-faces-closure-following-export-ban
http://www.dutchnews.nl/news/archives/2016/02/dutch-implement-new-restrictions-on-halal-and-kosher-meat/
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